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mie parole, miei versi, mia poesia.

Pretesa assente

Emisferi
Di un inferno
Fraudolento
Quanto
Avvolgi
Le inflessioni
E chiome
Districate
In coltre
Maledetta.

Se i tuoi occhi
Sapessero
Di brina,
Con labbra
Bucate
Dal sentimento,
Sfiorerei
La morte
Cosiddetta.

Se col chinato
Sguardo
Violassi
La mia umida
Frangia,
Celibato
Di cardiaco amore,
Vorace
Manderei
In macerie
L’indorata
Pretesa assente,
Che tu sei,
Che tu sei
stato,
Di statura
Lieve e
Mandorla
Divina.

edera

Perchè non congeda
L’astio di una eterna
Solitudine
Appesa
Nelle virili chiome
Di attese indorate,
Perchè
non celebra
Il dolore pachiderma
Nell’oltreoceano
Di speranze
E inferno
È ricadere nel pianto
Nell’ammutire abbruttito
Quando fuori
È primavera.
Rigoglioso è l’estratto
Di un vita
Mal spesa
A ricamare nel pianto
A rifuggire
Nell’edera lesa.

Nasce l’infamia
Dal ventre materno
Sputare nel piatto
I tuoi baci

Sono polvere

arresa

Di ghisa.

Stride un respiro
Raccolgo
Il sorriso
D’inferno
I ricordi
Piú acerbi.
Sepolto
Il tuo passo
Nelle membra
Digiune
Trovarsi
È smarrirsi
Leggeri.

EXIT

È cingersi
fra i morbidi corpi
Coronare di spilli
I pori con aromi
Profondi,
È sospendere
il piano di fuga
la porta d’uscita
Dalle vane attese
Appestate.
I solchi del volgo
Così lapidari
Da inorridire
I maschi sentimenti
E volgere
E tornare
Nelle scale
Del divino amore
E volgere
E tornare
Nell bile
D’un eterno stare.
Taciute cortesie
Del tormento
Infliggi
Coltellate
E serpenti
I fumi
Del pensiero
più lento.

sole di maggio

E’ in fondo il tuo ultimo
Respiro
Sentimento placebo
Con la notte
Che ti avvolge nelle vesti.
Chissà il tuo ultimo
Pensiero,
Il tuo prossimo ansimare
Leggero
Fra le corolle stanche
Di sottili febbrili
Ricordi.
Chissà il tuo stupirti
Al principio
Qual era
Il tuo battito di ciglia
Rimosse
Nel pianto
Dell’arida carcassa
Perchè sei tornato terra,
Abbandonando
La leggiadra carne
Su un altare di umida erba,
I gesti trascorsi
Le corse più andate
I giochi sospesi
Nell’horror vacui
Di giornate come ieri
Il ricordo
Si fa tenera nebbia
E nel sole di maggio
Com’eri
Per me sempre
Rimani.

testamento

Nelle immateriali
Trame
Del tuo passato
talamo
Rendi traccia
Del cotone
Amore.
Rendi immagine
Sporca
Il sigillo del nostro
Fiato,
Sui tuoi ricami
Rendi sterile
Tutto il seme versato.
É un’impronta
La forma di
Saliva istanti
Di corpi informi
Nudi
Piu nudi
Delle Pareti.
Digitali idoli
Si distendono
Per largo
Di quel mare
In cui dirottate
Sono
Le nostre intenzioni.
E schivi assaggi
Rimangono,
E fare l’amore
sui tetti
Non é piú
Farlo sui letti
Dove il solletico
al cielo
É solo gelato ansimare
Fra i buchi
Dei comignoli
Accesi.

assioma

Friabili
Coincidenze
Gemelle
Tormentano
La statura
Nell’ombra,
S’adombra
Facile
E distesa
Di rette
Incantate
Nel lutto.
Siamo
Muti vertici
Appesi,
L’impossibile
Fisica
Dell’interazione,
Attenzione
Distante
Che ha scoperto
Le carte
E infangato
Le attese.
L’asse
É diventata
La tua lama
E noi,
Il punto
All’origine
Sfinito.