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io non ti chiedo

Io non ti chiedo di portarmi
una stella celeste,
solo ti chiedo di riempire
il mio spazio con la tua luce.
Io non ti chiedo di firmarmi
dieci fogli grigi per poter amare,
solo chiedo che tu ami
le colombe che amo osservare.
Dal passato non lo nego
ci arriverà un giorno il futuro
e del presente
cosa importa alla gente
se non fanno altro che parlare.
Io non ti chiedo.
Segui quest’attimo colmandolo di motivi per respirare, non concederti, non negarti
non parlare solo per parlare.
Io non ti chiedo di andarmi a prendere
una stella celeste
solo chiedo che il mio spazio
sia pieno della tua luce.

– Mario Benedetti

anax del Folk

Will be later to://ythe times they are a changin’ 1964

THE TIMES THEY ARE A CHANGIN’
BOB DYLAN
Come gather ‘round people
Wherever you roam
And admit that the waters
Around you have grown
And accept it that soon
Yoùll be drenched to the bone.
If your time to you
Is worth savin’
Then you better start swimmin’
Or yoùll sink like a stone
For the times they are a-changin’.

Come writers and critics
Who prophesize with your pen
And keep your eyes wide
The chance won’t come again
And don’t speak too soon
For the wheel’s still in spin
And therès no tellin’ who
That it’s namin’.
For the loser now
win
For the times they are a-changin’.

Come senators, congressmen
Please heed the call
Don’t stand in the doorway
Don’t block up the hall
For he that gets hurt
Will be he who has stalled
Therès a battle outside
And it is ragin’.
It’ll soon shake your windows
And rattle your walls
For the times they are a-changin’.

Come mothers and fathers
Throughout the land
And don’t criticize
What you can’t understand
Your sons and your daughters
Are beyond your command
Your old road is
Rapidly agin’.
Please get out of the new one
If you can’t lend your hand
For the times they are a-changin’.

The line it is drawn
The curse it is cast
The slow one now
Will later be fast
As the present now
Will later be past
The order is
Rapidly fadin’.
And the first one now
Will later be last
For the times they are a-changin’.

THE TIMES THEY ARE A CHANGIN’.
Venite intorno gente
Dovunque voi vagate
Ed ammettete che le acque
Attorno a voi stanno crescendo
Ed accettate che presto
Sarete inzuppati fino all’osso.
E se il tempo per voi
Rappresenta qualcosa
Fareste meglio ad incominciare a nuotare
O affonderete come pietre
Perché i tempi stanno cambiando.

Venite scrittori e critici
Che profetizzate con le vostre penne
E tenete gli occhi ben aperti
L’occasione non tornerà
E non parlate troppo presto
Perché la ruota sta ancora girando
E non c’è nessuno che può dire
Chi sarà scelto.
Perché il perdente adesso
Sarà il vincente di domani
Perché i tempi stanno cambiando.

Venite senatori, membri del congresso
Per favore date importanza alla chiamata
E non rimanete sulla porta
Non bloccate l’atrio
Perché quello che si ferirà
Sarà colui che ha cercato di impedire l’entrata
C’è una battaglia fuori
E sta infuriando.
Presto scuoterà le vostre finestre
E farà tremare i vostri muri
Perché i tempi stanno cambiando.

Venite madri e padri
Da ogni parte del Paese
E non criticate
Quello che non potete capire
I vostri figli e le vostre figlie
Sono al dì la dei vostri comandi
La vostra vecchia strada
Sta rapidamente invecchiando.
Per favore andate via dalla nuova
Se non potete dare una mano
Perché i tempi stanno cambiando.

La linea è tracciata
La maledizione è lanciata
Il più lento adesso
Sarà il più veloce poi
Ed il presente adesso
Sarà il passato poi
L’ordine sta rapidamente
Scomparendo.
Ed il primo ora
Sarà l’ultimo poi
Perché i tempi stanno cambiando.

ALDA MERINI
io ho scritto per te ardue sentenze,
ho scritto per te tutto il mio declino;
ora mi anniento, e niente può salvare
la mia voce devota; solo un canto
può trasparirmi adesso dalla pelle
ed è un canto d’amore che matura
questa mia eternità senza confini.

Ora il corpo

Alda Merini

Ora il corpo è sublime e i chiaroscuri
scendono alle mie rapide finestre.
Ricordarmi di te, colmarmi dentro
ogni parola che tu hai detto invano.
Ora non più, ma forse dentro il vento
è rimasto qualcosa del tuo amore,
come una foglia o un grigio mutamento
dentro l’umore di un dannato Iddio.

vari versi

altri versi di Eluard, estrapolati:

  • Da “il più giovane”
    ” la nebbia sottile si lecca, come un gatto
    che si scrolli di dosso i suoi sogni.

 

  • Da “secondo natura”

XIV

L’oscuro tranello delle vergogne

con le ustioni del giorno fra le dita

Lontano come l’amore

Ma tutto si somiglia

Sulla pelle del superfluo

  • Da “La rosa  pubblica”

Coltelli come una fiala di veleno nel respiro

come le braccia nude di un lutto smagliante

per vegliare l’agonia dei diluvi

Per conoscere la fine dell’assurdo.

non spartire più

NON SPARTIRE PIù – éLUARD

Nella sera della follia, nuda e chiara,

Lo spazio fra le cose ha la forma delle mie parole,

Delle parole di uno sconosciuto,

Di un vagabondo che scioglie la cintura della sua gola

E cattura gli echi col laccio.

Fra alberi e steccati

Fra muri e mascelle,

Fra questo enorme uccello che trema

E la collina che lo strema

Lo spazio ha la forma dei miei sguardi.

Sono vani i miei occhi,

Il regno della polvere è finito,

La chioma della strada ha indossato il suo mantello rigido,

Non fugge più, io non mi muovo più,

Tutti i ponti sono troncati, il cielo non li attraverserà più,

Io posso bene non vederci, ormai.

Il mondo si stacca dal mio universo

E, proprio al culmine delle battaglie,

Quando la stagione del sangue stinge nel mio cervello,

Discerno il giorno da questa luce d’uomo,

La mia,

Discerno la vertigine dalla libertà,

La morte dall’ebbrezza

Il sonno dal sogno,

O riflessi su me! o miei riflessi cruenti!