invisibile a me

Ho bisogno di dire, di dirti qualcosa.
Non so cosa sono, e non lo saprò mai, e questa è la cosa più insopportabile,opprimente che non mi lascia mai: pensare e credere che gli altri non prendono affatto coscienza di se. Io lotto ogni giorno per cercare di curare e amare me stessa, di conoscermi e aggiustarmi, mentre invece so che la fuori le persone non sanno neanche capire queste mie parole. Forse per me sono troppo scontate. Forse sono solo stronzate, non so. Non sono sicura quando alcune persone mi dicono che sono speciale, che sono grande, enorme perché anche se dentro di me so cosa significa e credo di esserlo, poi non mi ci rispecchio quasi ogni giorno. È terribile vivere con questa continua angoscia di cosa è la mia vita, di cosa sarà e come sarò io con essa, è terribile arrivare al punto che tutto questo non ha più senso, e neanche i miei tormenti lo hanno, per cui mi sembra anche inutile vivere. Ma continuo a farlo, sperando in un tipo di vita, di amicizie diverso, sperando di incontrare cose e gente straordinaria e di poter cosi sbocciare. È frustrante cercare di spiegare queste cose alla gente, e vedere nei loro occhi che non mi capiscono e non perché non potrebbero, ma perché non possono leggere il mio cuore e le mie sensazioni; e mi sento completamente sola, sola con la mia coscienza che non mi lascia vie di fuga. Forse noi stessi siamo davvero l’unico caso al mondo indiscutibile e indiscusso; non so perché ti dico queste cose, ma ho bisogno di parlarne, senza vantarmi, senza pensare che sono quella tormentata dalla vita, dalle sue domande e quindi con chissà quale dissidio interiore, non si tratta di questo, si tratta che mi faccio perennemente tante troppe domande, e penso penso, i pensieri annegano nella mia testa, e io affogo con loro; forse non sono io quella complicata, anzi sono una persona semplice che cerca sempre e continuamente di prendere coscienza di tutto quello che la circonda. Il mio problema è che dipendo dagli altri, e per questo non sarò mai libera; le mie maggiori sofferenza nascono dalle persone, dalle loro parole e azioni, dai miei amori e amici, pochi amici, da cui vorrei più attenzione. A volte mi sembra di arrivare all’ossessione, alla pazzia per degli stupidi cavilli. È che do’ per scontato cose che per altri non lo sono affatto. Vedo ipocrisia ovunque, vedo ipocrisia dentro di me, ma quella la giustifico perché lo faccio per il mio bene. Non so come descrivere questo mio continuo rincorrere qualcosa, il tempo, una qualche persona in cerca di pacificazione. Ma è una corsa infinita e che forse mi destinerà ad una eterna insoddisfazione. Avrei solo voglia di lasciare davvero tutto e fuggire, scappare senza davvero legarmi a nessuno se non a me stessa e alla mia famiglia. Vorrei vorrei, parole parole ma che non hanno valore. Desidero l’amabile solitudine, la grazia ma al contrario la sola idea di non essere nel pensiero di nessuno mi uccide, mi soffoca, mi lascia inerme.
Ero sono legata a L. e G. e non riesco a separarmene; se vedo che stanno insieme, se vedo che si cercano e non mi cercano, ci penso e ci ripenso fino a piombare in oscuri pensieri. Penso che sono stata io a sbagliare, penso che dovrò rivederle e le invidio, invidio la loro vita, di cui io non facevio parte. Sono vuota, vedo loro e mi sento fatta d’aria, e vorrei cambiare, un’ altra ennesima volta tutto; vorrei un altra ennesima volta sconvolgere la mia vita, per non pensare, per cercare respiro. Mi sento di latta, di carta, di qualunque materiale umile, inutile.
Credo che questa vita non mi basti, forse me ne servono altre, tante altre piccole che ne compongano una enorme, più soddisfacente, più piena più vera. Ma chi è che puo’ giudicare e considerare una vita piena? Io stessa, se ne sono contenta, neanche me stessa, che guardo con occhi appannati, sospesi fra dolorose lacrime. Un velo di lacrime ricopre perennemente i miei occhi, per piangere, proteggermi e custodirmi, per guardare il mondo sempre con uno sguardo di pietra. Forse il mio cuore è una pietra che si squaglia come facile cera, e non vorrei, non vorrei ma devo soffrire perché questa è la unica funzione nella mia vita. È l’unica, la più grande e la più inutile, ma è vera.
Amo L., ma siano troppo vere e complete per poter convivere serenamente; per qualche strano motivo ci sarà sempre un contrasto, una compatibilità incompatibile irrisolvibile e irrisolta, e non posso, non possiamo fare altro che stare a guardare, perché la tensione è più forte di noi. Mi viene da piangere, neanche, da stare in silenzio, e soffrire,provare invidia, rosicare,ardere dentro e non dire altro. Vorrei solo andar via, piangere in un’ altra città, in un’ altra vita, in un altro paese, e cercare di credere in altre persone forse migliori di me; sarebbe un bel sollievo.

anax del Folk

Will be later to://ythe times they are a changin’ 1964

THE TIMES THEY ARE A CHANGIN’
BOB DYLAN
Come gather ‘round people
Wherever you roam
And admit that the waters
Around you have grown
And accept it that soon
Yoùll be drenched to the bone.
If your time to you
Is worth savin’
Then you better start swimmin’
Or yoùll sink like a stone
For the times they are a-changin’.

Come writers and critics
Who prophesize with your pen
And keep your eyes wide
The chance won’t come again
And don’t speak too soon
For the wheel’s still in spin
And therès no tellin’ who
That it’s namin’.
For the loser now
win
For the times they are a-changin’.

Come senators, congressmen
Please heed the call
Don’t stand in the doorway
Don’t block up the hall
For he that gets hurt
Will be he who has stalled
Therès a battle outside
And it is ragin’.
It’ll soon shake your windows
And rattle your walls
For the times they are a-changin’.

Come mothers and fathers
Throughout the land
And don’t criticize
What you can’t understand
Your sons and your daughters
Are beyond your command
Your old road is
Rapidly agin’.
Please get out of the new one
If you can’t lend your hand
For the times they are a-changin’.

The line it is drawn
The curse it is cast
The slow one now
Will later be fast
As the present now
Will later be past
The order is
Rapidly fadin’.
And the first one now
Will later be last
For the times they are a-changin’.

THE TIMES THEY ARE A CHANGIN’.
Venite intorno gente
Dovunque voi vagate
Ed ammettete che le acque
Attorno a voi stanno crescendo
Ed accettate che presto
Sarete inzuppati fino all’osso.
E se il tempo per voi
Rappresenta qualcosa
Fareste meglio ad incominciare a nuotare
O affonderete come pietre
Perché i tempi stanno cambiando.

Venite scrittori e critici
Che profetizzate con le vostre penne
E tenete gli occhi ben aperti
L’occasione non tornerà
E non parlate troppo presto
Perché la ruota sta ancora girando
E non c’è nessuno che può dire
Chi sarà scelto.
Perché il perdente adesso
Sarà il vincente di domani
Perché i tempi stanno cambiando.

Venite senatori, membri del congresso
Per favore date importanza alla chiamata
E non rimanete sulla porta
Non bloccate l’atrio
Perché quello che si ferirà
Sarà colui che ha cercato di impedire l’entrata
C’è una battaglia fuori
E sta infuriando.
Presto scuoterà le vostre finestre
E farà tremare i vostri muri
Perché i tempi stanno cambiando.

Venite madri e padri
Da ogni parte del Paese
E non criticate
Quello che non potete capire
I vostri figli e le vostre figlie
Sono al dì la dei vostri comandi
La vostra vecchia strada
Sta rapidamente invecchiando.
Per favore andate via dalla nuova
Se non potete dare una mano
Perché i tempi stanno cambiando.

La linea è tracciata
La maledizione è lanciata
Il più lento adesso
Sarà il più veloce poi
Ed il presente adesso
Sarà il passato poi
L’ordine sta rapidamente
Scomparendo.
Ed il primo ora
Sarà l’ultimo poi
Perché i tempi stanno cambiando.

ALDA MERINI
io ho scritto per te ardue sentenze,
ho scritto per te tutto il mio declino;
ora mi anniento, e niente può salvare
la mia voce devota; solo un canto
può trasparirmi adesso dalla pelle
ed è un canto d’amore che matura
questa mia eternità senza confini.

Ora il corpo

Alda Merini

Ora il corpo è sublime e i chiaroscuri
scendono alle mie rapide finestre.
Ricordarmi di te, colmarmi dentro
ogni parola che tu hai detto invano.
Ora non più, ma forse dentro il vento
è rimasto qualcosa del tuo amore,
come una foglia o un grigio mutamento
dentro l’umore di un dannato Iddio.

boccioli marini

Dimora del timore
timone del mio cuore
vibro
galleggio
in vino salato.
Arsura
si incide
sula bocca,
languido
effervescente
calore
inebria
la gola,
urlo
per spezzare
l’incantesimo.
Pesto
sangue
si diffonde
nei miei seni,
sei miei semi
che generano
queste
aspre, pregne
spente
lacrime.
E come pane
inaridito
dal tempo,
le guance
si pietrificano,
scolpendo
le mie ferite,
la mia carne.

verdi foglie marce

Massive attack-Angel (Mezzanine album)

giace lì
con il colore
dell’indifferenza,
con il marcio
nel cuore.
Se questi piedi
vivi
resteranno
sopra
i dolori ardenti
e le stragi
della passione,
se queste mani
integre
resteranno
sopra
lacrime fatali
e petali di pietra,
se questa io
potesse
vivere
per non inginocchiarsi
su nuvole
pesanti,
colme
dei sorrisi
di Dio,
allora niente
esisterebbe
se non
verdi foglie
marce.