collisione

Constantine Manos
Ho sempre pensato che star bene volesse dire amarsi, apprezzarsi, curarsi, dedicare tempo e coscienza a se stessi, a tal punto da convincermi di funzionare come una macchina; razionalmente avrei potuto farmi star bene, razionalmente mettevo in ordine anima e cervello pensando solo e solamente a me stessa. Sono sempre stata convinta che di attimi per soffrire, percepire dolore, ce ne sono infiniti, mentre per essere felici, ne esistono pochi istanti, di cui neanche si prende coscienza, a cui neanche si da’ importanza. È questo che mi porta a ricercare il male, a trovare nella sofferenza il nido su cui cullarmi; ti coccola, ti abbraccia e ti solleva a ricercare se stessi, e questo apparentemente mi dava sollievo. Cercavo piacere nel male, godimento nell’avvolgermi di dolore, nell’edificarmi pareti e rimanere chiusa, sostenuta nel mio buco. Scoprendo l’indifferenza, scoprendo l’amore, sto vivendo per la prima volta senza capire come sto; dimenticandomi di pensare. C’è una dolce calma piatta, in cui cambiamenti su cambiamenti mi distraggono da me stessa, e non so come me sta reagendo. È una sottile attesa, che mi calma e mi scuote simultaneamente, quando aspetto di vederti, quando ti penso senza accorgermene, quando ho tra le dita il tuo odore. Mi scavalchi, predomini nella mia testa a tal punto che mi dimentico di me . È la prima volta che per questo non mi tormento, non mi prendo a pugni, perchè non si tratta più di lasciarsi andare nel male, ma di lasciarsi andare con te. A piccoli passi, sempre più una parte di me mi abbandona, per fare posto al tuo pensiero, e momento dopo momento perdo sempre più piume. La corazza di cristallo, fragilissima, che mi accarezza e mi ha accarezzata, va in frantumi, e piccole parti di me come schegge cadono giù, si perdono piacevolmente. Perdere me per conquistare te. Un facile rinuncia per una colossale conquista. È il mio silenzioso declino, che non grida più, ma ride, ma canta, urla la sua gioia immensa. Non valevo per nessuno se non per me stessa, ora valiamo insieme. Questo insieme di cui non mi rendo conto, senza l’aspettativa di cosa accadrà il giorno dopo, ma con la speranza che qualcosa accadrà. Questo insieme che incoraggia a lasciare da parte Chiara, per legarla a qualcosa di più bello, di più potente, sovrannaturale. Sono pronta a spiccare questo volo, sono lì pronta per farlo, e quando una fiduciosa spontaneità sorpasserà tutta me stessa per prendersela, a quel punto volerò. Voleremo insieme.

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