suicidio solidale

Volando nei miei pensieri, mi ritrovo affissa su una lugubre intuizione: se le stelle sono il ricordo del presente, o meglio, il passato che è presente, allora ogni cosa non finisce, ma invecchia e si illumina. Se le stelle sono materiale che splende di luce propria, allora sono come ognuno di noi essere umano, che ipoteticamente dovrebbe splendere per conto proprio, dovrebbe essere particolare ed esemplare . Mi domando come possa io credere nella solidarietà, nell’umanità, nella reciprocità, o in qualunque altra forma che esiga l’aiuto e la collaborazione collettiva, quando tutto questo non ha alcun fine utile. O meglio, potrebbe averlo per breve durata o distanza, ma poi non puo’ far altro che sgretolarsi, incancrenirsi e placarsi dopo aver ammalato la maggior parte delle menti, dopo averle manipolate facendo in modo che credessero con ardore a questo fine utile. Cosi nasce ogni singola disputa, che sia filosofica, politica o sociale, e non puo’ portare ad altro se non alla lotta, violenza e alla morte. Penso spesso al tramonto dell’umanità, certo quest’ultimo è un vocabolo che comprende migliaia di aspetti, e io non riesco a concepirne neanche la metà, tuttavia immagino che il sole diventi improvvisamente un buco nero, con il contorno giallo vivo, e che cadendo giù come schiacciato dalla forza di gravità, spenga il mondo e surgeli quindi la mente e il cuore dell’uomo. Suggellerà la fine della solidarietà, perchè, predominati dall’istinto, il panico e la paura si svelano e rivelano l’egoismo intrenseco all’uomo; certo sono convinta che una buona dose di individualità nella vita fa più che bene, ma l’egoismo è una lama a doppio taglio, un suicidio sensibile, un tentativo di auto-sabotaggio. Nel caso in cui il sole dovesse spegnersi, e la paura dovesse rivelare l’egoismo di cui parlavo prima, non si tratterebbe piu solo di un suicidio sensibile, mentale, del cuore, umano insomma, ma anche materiale, pratico, collettivo. Perciò spunta fuori l’ossimoro, la contraddizione di tutti i tempi: l’egoismo che scaturisce il senso comune, la solidarietà; l’istinto dell’uomo, quello piu profondo, è la collaborazione reciproca, ma che si percepisce nell’atto estremo del suicidio. Consentitemi di dire che quando il sole, come immagino, sotto il potere della forza di gravità piomberà nella parte più oscura dell’universo, non sarà per quest’ultima, ma per la forza dell’umanità, che dopo millenni di auto-analisi, comprenderà l’istinto piu profondo, e, guidato da un ultimo atto di egoismo, rivelerà la propria collaborazione nell’azione estrema e divina del suicidio.

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