istanti come aghi

Succo di mela

È come avere l’amore tra le mani
Nelle orecchie
Tra la saliva.
E averne paura.terrore.disperazione.
È come cercare l’amore per tanto tempo,
desiderarlo all’infinito,
per un tempo infinito
e averlo di fronte agli occhi,
morto.
Non pensavo fosse così incredibilmente difficile,
mi dicono di usare sempre poche parole,
meno ripetizioni
più essenzialità.
Ma perché usare poche parole
Quando ne voglio tante?
Perché limitarmi
Quando un vocabolario ha più di 4.000 lessemi?
Perche negarmi il gusto,onore,privilegio di USARE LE PAROLE?
Non ti insegnano che sono una ricchezza, che sono lo strumento
Del confronto
Dell’amicizia
Dell’amore.
Eppure ti strappano via tutto quello che hai,
pure le parole.
Pure le parole pure,inette,brutte,malaticce.
Cuori infranti da cenere che brucia,
poi mi chiedono che vuol dire la cenere che brucia,
e io brucio dentro.
Ho sempre desiderato mettermi il rossetto,
avere l’eleganza fino alle punta dei capelli
e poterne parlare, cercare in qualcuno la voglia
di capirecapirecapire.
Ma mi sto distogliendo da quello che voglio dire. Non ho mai trovato
L’amore amore
Neanche mi sono mai avvicinata
Mai sfiorato,sentito con la bocca, mai sentito sulla mia pelle
O su un pezzo di carta.
Solo smancerie.
Solo stupide labbra sulle mie,
senza brio o sentimento.
E mi incattivisco.
E quando penso di trovarlo
O averne la possibilità
Lo stomaco si mangia do solo
Si nutre della bile
Dell’intestino
E i cavi del mio corpo
Hanno bisogno di un elettricista.
Sparisco goffamente
Nelle mie enormi ali
Nere e viola
Come i miei polmoni.
Neri, non viola
Poi leggo, poi smetto,
poi vomito
anzi vorrei vomitare, ma non voglio, voglio dimagire, ma è un anno che sto appresso a questa storia
e non ho le forze necessarie,non passo da atto a potenza
non faccio
il
salto
di qualità.
Non è la stessa cosa, non si tratta di piangere, ridere o starnazzare
Come le oche
Ma quelle del nostro mondo
Non quelle dello stagno.
Ecco non si tratta di stronzate del genere,
si tratta di sopravvivere alle cavalcate senza sella,
alla prima prova di sci,
o alla pipì col culo congelato
sulla neve.
Si tratta della centesima volta in chiesa,
annoiata marcia
e delle lacrime senza una ragionevole motivazione.
Si tratta della pasta sciapa
O del thè senza zucchero,
del telefonino che non carica
e di mia madre che canta la Carrà.
Vorrei camminare sulle rotaie
Come i funamboli
Su un filo di nuvole
E urlare di fatica
Perche sono troppo contenta.
E non tengo più l’allegria
Mi scoppiano i polsi.
Sarebbe una meraviglia.
Sarei un angelo.
Un altro giorno perso
Un altro giorno ritrovato.
Mi consolo con un succo di mela
E secchi biscotti con le nocciole.
Pensavo che cercare i baci sotto il cuscino
È una gran bella tenerezza,
se solo fosse vero
e si potesse fare.
Ogni sera una preghierina
A un dio
Di cui non credi tanto
Dell’esistenza.
Ma sai, spesso nessuno sa cosa rispondere. Esistedio?chilosa,forsesìforseno
Eppure dovrebbe essere la nostra piu grande certezza.
Insomma stare al mondo, e non
Sapere dove orientarci;
verso dio? Verso terra come aristotele
eppureeppure eppure nessuno lo sa
tutti si lamentano, bestemmiano, imprecano e pregano
ma chi? Che cosa? Forse?
No non direi. Per anni ho fatto la preghiera a non so chi, a me, a nonno morto, o forse a dio
Ma a quale dio? Pensavo di credere
Ad una religione libera e flessibile
Ma è poco pragmatico. Io sono poco
Pragmatica.
Parlo parlo
E scrivo poesie
O testi stupidi come questo
Inconclusi e sconclusionati. Forse vuol dire la stessa cosa
Ma come ho detto, uso le parole che voglio.
Non capisco neanche il valore delle parole
Che uso,
anche se le parole non hanno valore
perche non dicono della realtà
non dicono nientediniente.
La descrivono forse, ma poco
Oggettivamente
Insomma dire mela
È solo stupido. Svegliati uomo,
le parole sono l’errore piu grande mai fatto.
Feriscono stupiscono e
Della nostra testa non dicono proprio
Un cazzo.
La coscienza non può esser detta,
spiegata ed esposta,
perche nasce da noi, come il freddo,
il prurito o il dolore.ecco la coscienza è una
percezione come il dolore o il brivido,
le parole non sono percezioni,
sono qualcosa di meccanico,
che nessuno capisce ma usa.
Ti criticano sempre
Perche usi impropriamente qualcosa
O non ne capisci il vero valore
Ma la verità è che siamo tutti ipocritiestronzi
Perche siamo i primi a usare impropriamente
Le PAROLE.
Che genere umano di merda
Inetto
Biscottino.
Ecco, quello che ho appena detto
Chi lo dice
Che non vuol dire niente?
Io segue le mie percezioniesensazioni
I miei istinti
E dico biscottino.
Punto.

Cerco farfalle per riempire la mia testa
Larve per bucare la mia pelle
Api per succhiare la mia linfa.
Un sussurro vorrei picchiasse
Su questa porta,
malata, rotta da questa inerzia
senza confine.
Confine del mio cuore,
su cui giace la mia
lacrima
la più banale,la più rossa,
dipinta da cenere
scura,
che in quella estate
del mio viso
scese lontano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *