inedia mentale

tang21
permetti a queste lacrime di squagliarsi in un degno pianto. In una serena luce, permettiti di aprire le braccia e accogliere la fiducia.
Non sono nata perfetta. Ma con un eterno dolore, una perenne crisi che non mi lascia scampo. Accettare il destino di quella che sono stata, e di quella che mai più sarò. La barriera d’argento brucia, corrode il mio sguardo come quando si fissa il sole. Barriera interiore come sole, con flutti di rosso e spazi neri. Sono il fondo della tazza di un caffè, sono il buco nella terra fresca, sono i filamenti di una lunga tela. Basta poco, e si sbriglia, si sfalda; ma niente è impossibile, e anche il mio spirito si può riaggiustare. Pretendo il medico che curi la mia ferita, o l’elettricista che riaggiusti i cavi, ma non capisco di essere Io, il medico, l’elettricista di me stessa. Imparare a navigare nel blu mare, nell’abisso dei miei dolori, e sapermi rinfrancare da tutto questo. Assorbo tutto come spugna, come carta da riempire di parole, ma non conosco quello che assorbo, quello che imprimo. Rimango estranea a me stessa, alle mie parole, che come foglie, cadono in continuazione. Non so perché faccio tutto quello che faccio, so solo che l’essenza dell’uomo è non capire niente. So solo che l’uomo è un bambino cresciuto in fretta, e che essere adulti vuol dire esser bambini, e che soffrire vuol dire interrogarsi sulla vita. Quale vita? Palmo di una mano, occhi come sorgente di acqua santa, dita sporche di cemento. E’ il cemento delle nostre paure, superstizioni a tenerci attaccati al suolo, non la gravità. La gravità è l’invenzione dell’uomo per giustificare il disorientamento e la scusa per apparire colossali. Ma anche ciò che è maestoso crolla, finisce, si infrange. L’uomo non finirà per morire con le sue stesse mani, ma con il suo stesso cuore, con le sue stesse valutazioni sbagliate della realtà. Realtà che non esiste, che non si vede, perché annebbiati dalla paura e dal dolore. E se l’uomo è una continua sofferenza, allora questa è la pura realtà. La realtà è quella nella nostra testa, la finzione è quella che abbiamo costruito e sulla quale ci impuntiamo di continuare a vivere. Ogni visione è diversa, speciale, pregiata e in essa non c’è distinzione del bene e del male. In essa non c’è sostanza perfetta, ma immaginazione perfetta, parole e pensieri di acciaio, che ad un soffio possono diventar fuliggine. In essa la mente viaggia, senza barriere e difetti, immortale. La funzione del mondo, dell’universo e delle stelle evolve, finisce, si spegne; o per alcuni può esser già morta. Ma la realtà momentanea del cuore è anche duratura, è creata e non creata, razionale e ragionevole, giusto e sbagliata. In ogni caso, è la nostra casa.

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