Archivi tag: eluard

vari versi

altri versi di Eluard, estrapolati:

  • Da “il più giovane”
    ” la nebbia sottile si lecca, come un gatto
    che si scrolli di dosso i suoi sogni.

 

  • Da “secondo natura”

XIV

L’oscuro tranello delle vergogne

con le ustioni del giorno fra le dita

Lontano come l’amore

Ma tutto si somiglia

Sulla pelle del superfluo

  • Da “La rosa  pubblica”

Coltelli come una fiala di veleno nel respiro

come le braccia nude di un lutto smagliante

per vegliare l’agonia dei diluvi

Per conoscere la fine dell’assurdo.

non spartire più

NON SPARTIRE PIù – éLUARD

Nella sera della follia, nuda e chiara,

Lo spazio fra le cose ha la forma delle mie parole,

Delle parole di uno sconosciuto,

Di un vagabondo che scioglie la cintura della sua gola

E cattura gli echi col laccio.

Fra alberi e steccati

Fra muri e mascelle,

Fra questo enorme uccello che trema

E la collina che lo strema

Lo spazio ha la forma dei miei sguardi.

Sono vani i miei occhi,

Il regno della polvere è finito,

La chioma della strada ha indossato il suo mantello rigido,

Non fugge più, io non mi muovo più,

Tutti i ponti sono troncati, il cielo non li attraverserà più,

Io posso bene non vederci, ormai.

Il mondo si stacca dal mio universo

E, proprio al culmine delle battaglie,

Quando la stagione del sangue stinge nel mio cervello,

Discerno il giorno da questa luce d’uomo,

La mia,

Discerno la vertigine dalla libertà,

La morte dall’ebbrezza

Il sonno dal sogno,

O riflessi su me! o miei riflessi cruenti!