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Limbo parte 1
Non posso credere che dopo tutto siamo mera sessualitá. Inutile corpo. Costretti in valli di pregiudizi, malefica estetica e sotterrate opinioni comuni. Siamo una comunitá ai limiti dell’autolesionismo, e sconfiniano in una cattiva pubblicitá di noi stessi. L’intento pare sempre lo stesso: Screditarci, ridurre all’osso anche i residui di una polverosa autostima, elevando al contrario un ideale di perfezione,un canone, che di giorno in giorno assume fattezze diverse, esprimendo un malvagio riferimento estetico invece che uno interiore, e cosi demolendoci lentamente, noi stessi siamo soggetti e spettatori di un normale ma innaturale declino. Il fine é l’estetica. Quella del corpo. Quella dell’atteggiamento del corpo. Quella della dialettica. Quella delle forme della dilattica. Quella dell’animo o afflato interiore. I colori dell’Io.
Limbo parte 2
Il mio demone ha colore? Ha maschere o fattezze? O é solo massa di inconsistenti pensieri in potenza? Ma un fatto compiuto -e subito- c’é: É come un corteo disperato di maschere. Mi muovo costantemente lungo una debosciata via estetica, o che almeno propende, narciso, di spiecchiarsi sul lago, ma che, ingenuamente e tristemente, vede solo nero. Che la felicitá, soddisfazione, o ancora compatibilitá con se stessi dipenda da cio’ che si vede allo specchio, é decisamente sancire la morte dell’anima. Eppure, l’anima é nascosta, occultata da un odiata concretezza, che soffre ad uscire e mostrarsi se non c’é l’apprezzamento delle personali fattezze. Tuttavia tale apprezzamento sorge e muore continuamente, spesso scompare costringendomi a credere che mai ci sia stato, e sballottola capovolge stramazza le mie aspettative al suolo. Come si puo’ vivere in nome dell’anima e non del corpo? Secondo l’astratto e non il concreto? Cosa ci rende cosí superficiali da focalizzarci ancor di piu sulla superficie piuttosto che su l’essenza? In fondo forse noi stessi,prima di conoscere il corpo, cerchiamo quantomeno di scoprire noi stessi, o di accettare l’identitá tra noi e la nostra coscienza. Prima di conoscere l’estetica, l’uomo ha fondato la telogia. E allora perche poi si rivolge alla materia?