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firmamento d’amore

Esiste un margine, una sottile linea sospesa, tra sobrietà ed ebrezza, lacrime e pianto, sorriso e ilarità. l’amore è in bilico tra queste due forze, è quella smorfia sulla bocca che tramuta sorrisi in vaghe risate. L’ho creduto spazio bianco fra le righe d’uno spartito, l’ho guardato e vedevo invisibile acqua gelata, ho pianto convinta che le lacrime ne fossero il riflesso. Ma cercare definizioni d’amore è profanarlo: Sentimento di viva affezione verso una persona che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene e di ricercarne la compagnia.
che dell’amore si dica che si manifesta presuppone la sua esistenza; amore non esiste, non cammina, non respira, non urla, non dice. amore è, aleggia come cosa inanimata, ma che anima tutte le cose; amore non è, non si tocca, ma tocca e fa anche tanto male. Amore è in solitudine e con fare mortificato solleva dagli affanni più gravi. amore non è desiderio di procurare il suo bene, ma la sua totale completezza, la sua invisibile ma troppo evidente perfezione, è riempirlo di te con tutti i mezzi possibili, con l’inconsapevole rischio che affoghi; e allora non gli si procura più il Bene, ma il male, la propria frustrazione nell’avvertire il limite imposto dai corpi, o ancora lo strazio fino a un pensato delirio per quel senso di insufficienza che ramifica e stritola.
e che con l’amore si cerchi la compagnia dell’altro è come mangiare e rimanere digiuni. non si tratta di compagnia, ma collisione. e talvolta tale è l’amore che isola, ingloba, che rimanere in silenzio è inevitabile perchè esso ci spinge fuori da noi; la carne diventa l’ultimo confine rimasto, prima d’evaporare. l’amore fa cessare l’introspezione, alterandola fino al proprio annullamento; amore è introspezione in due, è stare nudi vestiti, è toccarsi guardandosi, è l’unica sottile linea sospesa tra l’esser morente e morto.