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carne e radici

É un fastidio che sento perche mi sento inadeguata con me stessa. Provo vergogna, espello brandelli di carne sofferta.

Vuoto spettrale in un’inquietudine di ferro. Un cuore soffice cerca riparo in una cittá di spilli. E mordace, vorace é la morza degli aghi cristallini. Le gambe si trascinano mentre scorre un resto fatto di carne, macerie e spazi vuoti. La voce sospira quando zefiro si dimena, quando un soffio leggero graffia e trasforma. E rimanere impassibili di fronte lo sguardo del mondo pare impossibile. Nascere é sancire un patto con la terra, e amare é profanarla. Vivere é vendere la propria anima alla terra, e morire é concedersi ad essa. Cosa di piú bello se non il silenzioso canto di una carne che si disgrega e riaggrega con il proprio diavolo? Cosa di piú sacro se non permettere alle nostre lacrime di toccare terra e far crescere radici invisibili? E Allora no, amare e amare ancora é il piu terribile dei tradimenti.